Il mollusco contagioso è una patologia virale trasmessa attraverso il contatto cutaneo diretto con una persona infetta (negli adulti è frequente che questo avvenga a seguito di un contatto sessuale). La trasmissione può avvenire, inoltre, mediante oggetti di uso comune come asciugamani, materassini da palestra, rasoi. Può succedere che la stessa persona affetta, grattandosi o toccando le lesioni, si infetti anche altre aree cutanee. L’infezione da mollusco contagioso interessa esclusivamente la cute, solo raramente le mucose. È caratterizzata da piccole pustole lucide, solitamente non dolenti né pruriginose, a forma di cupola con una parte centrale ombelicata, che crea una piccola fossetta di colorito biancastro. Normalmente il loro numero è inferiore a venti nelle persone sane ma potrebbe assumere una forma più grave, arrivando anche a più di cento lesioni nei soggetti immunodepressi. Le parti del corpo più frequentemente interessate sono il collo, le ascelle, i lati del torace, le cosce, i glutei, la zona genitale e il viso.
La diagnosi è di solito clinica e si basa sul riconoscimento delle lesioni da parte del medico. Si tratta di un’infezione benigna che guarisce spontaneamente. Purtroppo, però, non si risolve in maniera rapida: potrebbero volerci da uno – due mesi fino a qualche anno. Essendo auto-limitante non è detto che sia sempre necessaria una terapia. Le alternative terapeutiche, inoltre, sono diverse e non ci sono evidenze scientifiche che supportino con sicurezza l’efficacia di una terapia al posto di un’altra. Di solito il trattamento è indicato nelle persone che hanno una malattia molto estesa, che presentano delle complicanze (come, per esempio, una sovrinfezione batterica) o per motivi estetici.
Le opzioni, come abbiamo detto, sono multiple e devono essere valutate dal proprio medico e dal dermatologo caso per caso. In alcune situazioni cliniche sono indicati metodi meccanici, quali la laserterapia, la crioterapia o il raschiamento, per rimuovere fisicamente le lesioni. In altri casi ci si può avvalere di farmaci che producono loro stessi una risposta infiammatoria mediante la quale le lesioni cutanee vengono distrutte. Un esempio è la cosiddetta cantaridina, un liquido che si applica direttamente sulle papule e forma delle vescicole che, guarendo, si portano via le papule stesse. Infine ci sono altre opzioni, utilizzate più raramente o nei soggetti immunocompromessi, come terapie immunomodulanti o antivirali.
È importante, se si è affetti dal mollusco contagioso, cercare di evitare di trasmettere l’infezione ad altri individui. Non c’è alcun motivo per tenere a casa i propri figli da scuola: semplicemente è necessario prestare qualche piccola attenzione, sia per i bambini che per gli adulti.
Fonti: https://www.thelancet.com/journals/laninf/article/PIIS1473-3099(13)70109-9/fulltext https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28884917/ https://www.cdc.gov/poxvirus/molluscum-contagiosum/prevention.html https://jamanetwork.com/journals/jamadermatology/fullarticle/2547245